“Siamo perfettamente consapevoli che, nell’emergenza sanitaria drammatica che la pandemia impone al nostro Paese e al mondo intero, la tutela della salute ha una assoluta priorità – continuano i deputati e senatori -. Per questo, fuori da ogni approccio ideologico, pensiamo che sia necessario individuare ogni utile strumento a definire protocolli in grado di assicurare la sicurezza e la salute pubblica. Ilgoverno di Tripoli ora ha dichiarato i suoi porti “non sicuri”, tanto che il 9 aprile scorso avrebbe rifiutato l’ingresso in porto ad una sua stessa motovedetta con 280 migranti catturati in mare. Tra queste misure, unitamente all’allestimento presso il porto delle Grazie di Roccella Jonica, https://carovanemigranti.org/in-polonia-luci-verdi-alle-finestre-per-aiutare-i-migranti/ a cura della Croce Rossa Italiana, di una tensostruttura con capienza di 150 persone e l’avvio di attività finalizzate alla ristrutturazione di un immobile da destinare alla primissima accoglienza sempre nel comune ionico, anche l’arrivo di questa nave quarantena.

L’altro è la rotta che dall’Egitto e dalla Turchia porta alle spiagge pugliesi e calabresi. Negli ultimi giorni il flusso non si è mai interrotto, come dimostrano i 6 sbarchi avvenuti in tra venerdì e sabato a Roccella Ionica ed oggi è stata la volta di una barca a vela con 77 persone a bordo, intercettata a largo di Santa Maria di Leuca. Il medico dell’ospedale di bordo, la tedesca Daniela Klein, ha curato oltre 200 persone per varie esigenze mediche. “La nostra dottoressa e l’intero equipaggio hanno realizzato cose inimmaginabili negli ultimi giorni”, ha affermatoHarald Kischlat, membro del consiglio di amministrazione della ong German Doctors e.V. “La Sea Eye e la Ocean Viking che stanotte hanno recuperato 800 immigrati in acque maltesi facciano rotta verso Malta, non verso Lampedusa”, ha dichiarato l’esponente leghista in una nota.

L’italiana «Mare Jonio», pagata per prendere a bordo 27 migranti da una nave danese, con 4 indagati tra quali l’ex no-global Casarini, ferma a Chioggia. Con zero morti in mare e zero sbarchi in Sicilia, si conferma dunque il fattore attrattivo delle navi ONG verso i clandestini paganti, risorsa essenziale per il business dei mercanti dei nuovi schiavi del XXI secolo. Un business ben calcolato e modellato sui movimenti delle navi ONG, delle quali trafficanti conoscono in tempo reale i movimenti e le rotte assunte attraverso Internet (vesselfinder.com), inviando i barconi zeppi di clienti paganti con carburante lo stretto necessario per arrivare a poche miglia dalle coste libiche giusto sottobordo alle navi «umanitarie», in trepida attesa. La palla quindi è passata all’Italia, porto attualmente più vicino, ma chiuso causa emergenza sanitaria. La situazione però si è sbloccata con la firma da parte del Dipartimento di Protezione Civile italiano di un provvedimento che ordina che i 156 migranti soccorsi dalla nave siano trasferiti su un’altra nave e messi in quarantena.

Adesso è tornata in Calabria, regione alla quale era destinata, e da oggi, ormeggiata al porto di Reggio, resterà a disposizione. Il giorno dopo l’autorizzazione a sbarcare a Trapani concessa alla Sea Eye 4, la nave Ocean Viking è ancora ferma davanti a Lampedusa con più di trecento migranti a bordo in attesa di un porto sicuro. Intanto continuano gli sbarchi tra Puglia e Calabria provenienti dal Mediterraneo orientale, quasi duecento arrivi solo ieri.

  • Un accordo di natura commerciale tra le società armatrici», finalizzato al trasbordo di un gruppo di migranti bloccati per 37 giorni sul cargo Maersk Etienne.
  • A bordo della nave della ong tedesca si trovavano altre 400 persone soccorse nei giorni scorsi.
  • “Il governo maltese sta seguendo i passi dei governi greco, ungherese e polacco” e “sta scavando la fossa della Convenzione di Ginevra per i rifugiati”, ha aggiunto il portavoce.
  • Ora, dice all’ANSA Luca Casarini, capomissione di Mediterranea, «stiamo facendo rotta verso nord, ci dirigiamo verso l’Italia dove chiederemo il porto sicuro per sbarcare queste persone scappate dai campi di concentramento libici».
  • Annunciamo oggi il rilancio delle nostre attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale per salvare le vite di migranti e rifugiati che tentano la disperata traversata dalla Libia.
  • Entrambe nella scorsa notte hanno fatto salire a bordo complessivamente 400 migranti.
  • “Le milizie ci hanno trattato come spazzatura, come merce, ci hanno violentato”, racconta una 36enne.

Il pm Masini salirà sulla nave con i medici legali per valutare se effettuare autopsie sui cadaveri. Abbiamo già avuto altri morti – commenta il prefetto Malfi – ma su questa nave sarà tutto più complicato, anche come impatto morale. Siamo ancor di più in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica perché i ventisei corpi potrebbero essere ventisei omicidi». Malfi aggiunge che si valuterà se «ci sono presupposti per un’ipotesi di omicidio – ha detto – Bisogna vedere se si trova qualche soggetto su cui concentrare l’attenzione o se si procederà contro ignoti».

Non sono invece ancora stati soccorsi i 68 che, sempre secondo Alarm Phone sarebbero alla deriva su un barcone in zona sar maltese. “Sono esausti, a bordo ci sono molti bambini, hanno problemi con il motore e ci sono vento forte e mare mosso” dice la Ong affermando che un aereo di Frontex ha monitorato il barcone per 5 ore e che l’ultima posizione rilevata era a 14 miglia a sud della zona sar italiana. L’imbarcazione, fanno sapere le autorità italiane, sta comunque continuando a navigare e viene costantemente monitorata ed è probabile che nelle prossime ore approderà a Lampedusa. Dove sono già sbarcati in 46, tra i quali 9 donne e 6 minori, che erano su una barca soccorsa a mezzo miglio dalla costa dell’isola. Andranno invece a Trapani i 105 migranti a bordo della Aita Mari, la nave della ong spagnola Salvamento Maritimo Humanitario soccorsi 4 giorni fa. “Dopo una notte movimentata a causa del mare mosso ora ci attendono forti temporali.

  • Un nuovo naufragio di migranti al largo di Tripoli, in Libia, è segnalato dalla Ong Sea Watch, sul profilo Twitter.
  • L’imbarcazione è ormeggiata a Porto Empedocle e ieri è stata oggetto di un’ispezione della Guardia costiera.
  • “Chiediamo all’Ue di coordinare lo sbarco in un luogo sicuro dei sopravvissuti a bordo”, fa domanda l’Ong francese, puntato sulle terribili testimonianze dei migranti a bordi, tra cui ci sono anche donne abusate nei campi di detenzioni libici.
  • L’equipaggio della Ocean Viking ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone a Nord-Est di Tripoli.
  • L’imbarcazione si è incagliata tra gli scogli antistanti la spiaggia ed era in in balia delle onde del mare forza 4.
  • Non solo perché gli ultimi salvataggi delle Ong sono avvenuti in acque Sar maltesi, ma anche per una gestione più condivisa dell’emergenza migratoria nello specchio d’acqua davanti la Sicilia.
  • Successivamente sono stati condotti nel centro di Tajoura, gestito dall’Agenzia per il contrasto all’immigrazione illegale.

L’odierno approdo, avvenuto dopo lo sbarco di ieri a Messina degli ultimi migranti usciti dalla quarantena, rientra nel piano messo a punto dal ministero dell’Interno a seguito delle ondate di approdi che hanno interessato le coste calabresi, in particolare quelle reggine, nelle ultime settimane. Le persone soccorse verranno sottoposte a tampone rapido per la diagnosi del Covid-19, fotosegnalate dalla polizia e poi portate sulle navi quarantena che sono già entrate al porto Empedoclino. La Lega vorrebbe fare pressioni sul governo affinché Palazzo Chigi metta i maltesi di fronte le proprie responsabilità. Non solo perché gli ultimi salvataggi delle Ong sono avvenuti in acque Sar maltesi, ma anche per una gestione più condivisa dell’emergenza migratoria nello specchio d’acqua davanti la Sicilia.

«È una vergogna che Malta abbia ignorato le chiamate di aiuto», affermarono le ong che riferirono di essere intervenute in aiuto ad una barca di legno di due piani con una falla nello scafo dalla quale entrava acqua. Nonostante questa soluzione, e consapevoli che nella giornata di lunedì 13 aprile a Pozzallo sono comunque arrivati 101 migranti, il decreto di chiusura dei porti ha scatenato delle immediate polemiche, anche alla luce delle decisioni libiche e maltesi. Un gruppo di deputati e senatori, tra i quali l’ex presidente della Camera Laura Boldrini e l’europarlamentare Pietro Bartolo, hanno sottoscritto un appello rivolto al governo. “I porti non si chiudono mai – si legge sul documento -, perché a nessuno e in nessun caso può essere negato il soccorso e la protezione dai rischi della navigazione”.